Testuggini

TESTUGGINI

 

T. hermanni, T. greca, T. marginata

 

Sono testuggini di terra, vivono nell’area mediterranea allo stato selvatico e sono animali protetti dalla Convenzione di Washington, dove sono collocati in appendice uno in altre parole omologate al Panda e alla tigre siberiana.

 

Comportamento nell’ambiente naturale

 

Le testuggini sono diffuse in tutto il bacino mediterraneo, sono animali solitari, che non vivono in branco. Si spostano camminando in un territorio molto ampio. Quando un maschio incontra una femmina si accoppia. Da questi incontri scontri possono risultare traumi e lesioni del carapace e del piastrone.

Sono vegetariane e in natura si nutrono di erbe e frutta. Occasionalmente possono trovare delle fonti proteiche in piccole chioccioline, sfruttate anche come fonti di calcio.

Sono attive nel periodo estivo, con temperature comprese tra i 20 e i 35 °C, tuttavia la loro temperatura corporea preferita (PBT) varia in un range da 26 a 38 °C.

Durante l’inverno vanno in letargo, interrandosi o nascondendosi in grotte sotterranee riparate. La temperatura mantenuta durante il letargo, che può durare 6-8 mesi a seconda della temperatura dell’ambiente esterno, non deve essere inferiore agli 0°C né superiore ai 7-8°C.

Le temperature intermedie (tra 10°C e 20°C) sono dannose in quanto l’animale esce dal letargo ma non si nutre.

 

Riproduzione

 

Negli adulti il riconoscimento del sesso non presenta difficoltà: la femmina di solito è più grande, la coda è più corta e la distanza tra l’apertura cloacale e il margine del piastrone è minore che nel maschio. La superficie inferiore del piastrone può presentarsi piatta o leggermente convessa.

Il maschio è più piccolo, la superficie inferiore del piastrone è concava, la distanza tra l’apertura cloacale e il margine del piastrone è maggiore e la coda è più grossa e lunga.

La stagione riproduttiva corrisponde al periodo estivo. L’accoppiamento avviene ogni volta che un maschio incontra una femmina, ma la deposizione di uova fertili da parte della femmina può avvenire anche a distanza di mesi dall’ultimo accoppiamento in quanto essa possiede delle “ Tasche spermatiche” che sono in grado di mantenere vitale lo sperma del maschio per periodi di tempo molto lunghi.

La deposizione delle uova può avvenire da giugno a luglio. La madre scava una buca nel terreno morbido (solitamente dopo un acquazzone) cercando istintivamente le corrette condizioni di temperatura e umidità. Le uova schiudono in circa 60-70 giorni, per ogni covata possono essere deposte da 3 a 10 uova. Nei nostri climi la schiusa avviene in settembre.

La determinazione del sesso dei nascituri dipende dalla temperatura ambientale: con medie termiche di 26-28°C si ha una prevalenza di maschi, mentre con temperature medie superiori si ha una prevalenza di femmine. Se le temperature ambientali sono inferiori a 26-28°C si può avere un mancato sviluppo degli embrioni.

I piccoli che nascono tardivamente sono a rischio di sopravvivenza perché possono non avere il tempo di accumulare riserve alimentari e idriche sufficienti a permettere loro di superare il periodo invernale in letargo.

 

Comportamento nell’ambiente artificiale

 

In cattività può essere utile evitare il primo letargo delle testuggini nate in settembre inoltrato, mantenendo i soggetti in un terrario ad una temperatura diurna di 25-30°C, con calo notturno. Il terrario deve essere dotato di lampade a raggi UVB (almeno il 5%) UVA, che riproducono la luce solare 8 almeno 8-10 ore al di, e i soggetti devono essere alimentati correttamente.

Un errore comune è quello di tenere questi animali in casa, a temperature comprese tra i 10 e i 20°C, infatti in questo range termico le testuggini non sono sufficientemente attive da essere in grado di nutrirsi, tuttavia non vanno in letargo e consumano energie andando incontro ad un deperimento che può condurre alla morte. Ciò avviene lentamente nell’arco di qualche mese rendendo difficile l’identificazione della causa del deperimento al proprietario inesperto.

Tutte le specie di testuggini non si adattano alla cattività in appartamento.

 L’ambiente ideale è fornito da giardini e parchi recintati, forniti di ombra e di nascondigli naturali.  In alternativa si possono preparare delle aree recintate con grotte artificiali, dove le testuggini andranno a nascondersi nelle ore più calde ed assolate, e dove andranno a trascorrere la notte.  Il numero di individui presenti in ogni recinto non deve essere eccessivo ed è molto importante che sia mantenuto un corretto rapporto tra il numero dei maschi e quello delle femmine. In ogni recinto non ci devono essere più di un maschio per cinque femmine, altrimenti saranno molto frequenti le ferite e i traumi da accoppiamento e corteggiamento, con pesanti conseguenze sulla salute di tutto il gruppo.

 

Letargo

 

Durante il periodo invernale le testuggini andranno in letargo. Nel periodo immediatamente precedente gli animali smettono di alimentarsi svuotando completamente l’apparato gastroenterico, questo evita lo sviluppo di gastroenteriti nel periodo del letargo.

Non appena le temperature si abbassano e le giornate si accorciano, di solito verso la fine di ottobre, le testuggini cominciano a scavare delle buche nel terreno, a profondità variabile, e si interrano per tutto il periodo invernale. Questo permette loro di superare l’inverno senza che la temperatura interna scenda al di sotto degli 0°C.

Da metà aprile in poi le testuggini escono dai loro rifugi invernali. In questa fase gli animali attraversano un periodo molto delicato per la loro salute. Devono essere osservate attentamente ed eventualmente essere sottoposte ad una visita presso un medico veterinario qualificato ed esperto nella cura di questi animali.

 I problemi più comuni che si possono presentare sono: lesioni della corazza, stato di disidratazione, presenza di patologie dell’apparato respiratorio, presenza di candida nella cavità orale e/o nell’apparato digerente. Queste patologie devono essere prontamente riconosciute e curate.

Come primo approccio al risveglio è molto utile lavare gli animali, spazzolandoli con uno spazzolino morbido sia sulle parti dure che su quelle morbide, con un sapone antisettico (Betadine sapone), altra pratica utile è l’immersione in acqua tiepida per 30 min. circa 2-3 volte al di, per idratare i soggetti e per stimolare la ripresa delle funzioni fisiologiche dell’apparato digerente. L’alimentazione in questo periodo dovrà essere particolarmente ricca di frutta morbida ed acquosa.

 

Alimentazione

 

Come già detto le testuggini sono vegetariane. In cattività il cibo deve essere fornito tutti i giorni in contenitori facilmente accessibili. L’alimentazione può essere composta da una miscela di insalate (soprattutto insalata romana e cicoria in quanto ricche di calcio), radicchi vari, erba medica, frutta fresca, in particolare quella molto acquosa come meloni, angurie, pesche ecc. e quella molto ricca di calcio come i fichi ei fichi d’india. L’alimento non consumato nell’arco di 24 ore deve essere rimosso e sostituito con altro cibo fresco. Erbe selvatiche come trifoglio, tarassaco, fiori di tarassaco e di ibiscus, parti verdi delle piante dei fichi d’india eventualmente presenti in giardino possono integrare in modo naturale l’alimentazione. Esistono da pochi anni in commercio preparati commerciali sotto forma di pellets, specifici per testuggini terrestri. Possono anche essere impiegati per integrare l’alimentazione fresca, in ogni caso indispensabile.

Per evitare malattie metaboliche è molto importante, oltre ad una corretta alimentazione, l’esposizione alla luce solare diretta, che permette al calcio assunto con l’alimento di essere metabolizzato e fissato nel tessuto osseo.

In caso di mantenimento in appartamento, oltre ad un substrato adeguato (fieno + terriccio), ed a una corretta alimentazione, deve essere predisposta una lampada con emissione di UVB e UVA posta ad una distanza non superiore ai 30 cm dall’animale. In ogni caso l’ambiente domestico è troppo ristretto e inadeguato, e non può essere adatto al mantenimento in cattività se non per brevi periodi.

 

 

La baby tartaruga

 

Le piccole tartarughe nascono a fine agosto-inizio settembre, anche se una stagione particolarmente torrida può anticipare la schiusa. Alla nascita la baby tartaruga ha ancora il sacco vitellino, che può essere visibile, in questo caso può disidratarsi e quindi deve essere inumidito con un po’ di cotone bagnato; esso fornisce alla baby tartaruga sostanze nutritive ancora per qualche giorno dopo la nascita, ecco perché inizialmente non hanno bisogno di mangiare, anche se l’acqua deve essere messa subito a loro disposizione.

In natura le baby tartarughe devono alimentarsi molto prima del letargo. Se all’arrivo dell’inverno esse non hanno raccolto le riserve necessarie sono deboli e non riescono a scavare buche sufficientemente profonde che le proteggano dal freddo.

La miglior cosa allora è creare un habitat naturale in casa: la baby tartaruga può essere messa in un grande sottovaso, provvisto di terra, acqua, terriccio, un riparo (un mattone, un sasso, un pezzo di legno ecc.). Le baby hanno bisogno di frutta e verdura fresche, ottimi sono il melone, l’anguria, i fichi ed i fichi d’india (alimenti ricchi di calcio).

Al momento del letargo la tartaruga viene messa in un vaso con terra e collocata in una terrazza, o in una cantina, accertandosi che la temperatura sia tra 0 e 8-10° C.

Altra possibilità è quella di tenere la baby tartaruga in appartamento, in questo caso deve essere fornito loro un habitat estivo, con temperature sempre al di sopra dei 20-22°. L’alloggio sarà costituito da un terrario con lampade uva-uvb necessarie alla crescita rendendo possibile l’assorbimento di calcio tramite l’attivazione della vitamina D; acqua e cibo sempre freschi, terra o terriccio.

Alla sera le luci devono essere spente quindi la teca posta vicino a una fonte di calore. L’escursione termica tra giorno e notte non deve superare i 5-6°.

Di giorno invece è consigliabile esporre la baby tartaruga alla luce diretta del sole.

 

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