Il gatto

 

QUANDO IN FAMIGLIA ARRIVA UN GATTINO
 
 
Un giorno come tanti può veramente diventare un giorno speciale se quel giorno, nella vostra casa, arriva un micino. Una pallina di pelo che non conosciamo e che non ci conosce. Come fare a capire cosa prova in questo momento il cucciolo ? Come fare a rendersi conto se va tutto bene e quali sensazioni prova?
 Sarà felice di essere insieme a noi ? Riuscirà ad ambientarsi nella nostra casa? Sicuramente, presto, il piccolo gattino impaurito diverrà padrone assoluto della vostra casa e vi sembrerà che sia sempre vissuto con voi, ma questo col tempo. Adesso il piccolo ha bisogno di acquisire sicurezza e solo voi, con la vostra calma e la vostra pazienza potrete infondergliela.
E’ ovvio che per voi che lo avete portato a casa vostra con tanto amore quel batuffolo di pelo è fonte di piacevoli emozioni e di grande felicità. I bambini di casa, se ne avete, saranno eccitatissimi e impazienti di poter coccolare il gattino e non sarà facile far regnare la calma, che in questo momento è, invece, cosa assolutamente essenziale.
Questa premessa riassume le nostre emozioni, ma lui, il protagonista, l’oggetto di tanta attenzione, cosa prova in questo momento? Immaginiamo per un attimo di trovarci nei suoi panni per cercare di capirlo e di rendergli questo passaggio il più dolce possibile.
Teniamo ben presente che lui con la sua mamma e i suoi fratellini stava benissimo e non aveva intenzione di cambiare residenza. Ha paura, si trova da solo con persone che non conosce, l’ambiente in cui è nato e vissuto non c’è più, non c’è più neppure la rassicurante presenza di mamma gatta sotto la cui pancia si poteva correre a rifugiarsi in caso di pericolo e poi addormentarvisi felici all’eco delle sue fusa. Bei tempi quelli !
Ma adesso cosa sta succedendo ? E’ stato infilato in un trasportino e poi, probabilmente, su un’auto, suoni e rumori lo spaventano e finito il viaggio entrerà in una casa anch’essa sconosciuta.
Per lui non è certo piacevole, non ci sarà da stupirsi se il cucciolo si nasconderà, se rifiuterà il cibo e non farà uso della lettiera, tutto questo è normale e, purtroppo, inevitabile in fase di ambientamento, ma noi possiamo davvero fare la differenza, il nostro atteggiamento , il rispetto e la dolcezza che saremo capaci di usare verso questa creatura, non solo aiuterà lui a superare questo difficile momento, ma garantirà a noi una convivenza felice con un gatto sereno ed equilibrato.
Il gatto è, infatti,un animale molto sensibile e la sua psiche, in special modo durante l’infanzia, è molto soggetta a subire traumi che possono diventare molto difficili da rimuovere in futuro.
La parola d’ordine quando il cucciolo arriverà a casa è: CALMA. Più l’ambiente sarà tranquillo e i rumori ridotti al minimo, più sarà facile l’inserimento del gattino.
Appena entrati in casa appoggiate il trasportino a terra, in un luogo appartato, aprite piano lo sportello e rimanete ad osservare da debita distanza (distanza di fuga 2-3 metri). Ricordate che lui non vi conosce e che, quindi, ai suoi occhi, rappresentate un pericolo. La sua preoccupazione, in questo momento è la sicurezza e il suo istinto atavico gli manda continuamente segnali di pericolo.
La reazione, comunque, non sempre è immediata e non sempre è la stessa, molto dipende anche dal carattere del nostro gattino. Ci sono cuccioli che hanno bisogno di due o più giorni per rilassarsi, mentre altri, più sicuri di sé, la sera stessa già mangiano e giocano tranquilli. 
Nella maggior parte dei casi, però, il gattino rimane immobile per diversi minuti raggomitolato in fondo al trasportino. Una volta appurato che tutto intorno a lui rimane tranquillo, piano, piano si alza ed accenna timidi passi verso l’esterno, la pancia quasi tocca il suolo e l’andatura è felpata, tutti i suoi sensi sono al massimo della tensione e qualsiasi rumore, anche se debole, lo fa sobbalzare.
Con prudenza si affaccia all’uscita, verso il mondo esterno e il suo naso, al massimo dell’attività cerca di captare qualche odore familiare. Le vibrisse si muovono continuamente come dei radar in tutte le direzioni e i suoi occhi cercano un posto sicuro dove potersi nascondere. Lasciatelo fare, lasciategli il tempo di metabolizzare il tutto. Non fatevi tentare dall’andargli incontro, questa sarebbe, da parte vostra una mossa oltremodo sbagliata, ricordatevi la “distanza di fuga” e rispettatela. Probabilmente lui dopo un primo momento di smarrimento, correrà a nascondersi nel luogo che gli sembrerà più sicuro, sotto un divano o sotto un letto e lì vorrà rimanere finchè non si sentirà più sereno. Bisogna tener presente che la natura lo ha voluto così, diffidente verso tutto ciò che è sconosciuto e che lui deve per forza obbedire a quanto il suo istinto gli impone. Assecondatelo, ricordatevi sempre che il gatto non ha padroni, più cercherete di costringerlo e più si ribellerà a voi. Lui vi accetta così come siete, ma altrettanto pretende da voi.
Dovete pensare che la natura gli ha dato tutte le armi per badare a se stesso senza l’aiuto di nessuno, quindi non pensa neppure lontanamente di avere bisogno di voi. A differenza del cane che per vivere ha la necessità di appartenere ad un branco, il gatto è un individualista per eccellenza. Il suo affetto non è mai scontato come quello del cane, ottenerlo è una conquista che una volta realizzata sarà il premio più grande ai nostri sforzi. Siate indifferenti dunque, sicuramente nel giro di poco tempo lo vedrete riapparire, sempre furtivo, ma sicuramente meno spaventato. Lo stomaco che prima o poi reclamerà e l’innata curiosità del micio faranno il resto, specialmente se sotto il suo musino, il padrone, farà muovere pian, piano un nastrino e quando lui si avvicinerà, lentamente, una mano amica lo accarezzerà dolcemente. Può darsi che di fronte a tanta confidenza tenterà di rifugiarsi ancora nel suo nascondiglio. Niente di male, dal suo punto di vista la prudenza non è mai troppa, ma se non lo farà e vi permetterà di continuare a toccarlo sappiate che il più a questo punto è fatto. Provate con calma a prenderlo in braccio sollevandolo da sotto la pancia e accostatevelo vicino al petto. Lui si intrufolerà sotto i vostri indumenti , sentirà il calore del corpo e il vostro cuore che batte, proprio come batteva quello di mamma gatta e questa situazione gli ricorderà di quando dormiva raggomitolato insieme ai fratellini. Accarezzatelo con sicurezza, la vostra mano gli rammenta le leccate materne, se quando toccate il suo collo eserciterete una leggera stretta dietro le orecchie gli regalerete un piccolo brivido di piacere, la gatta, infatti, quando deve spostare i suoi cuccioli, li afferra con la bocca dietro la nuca e li solleva. Questo gesto d’amore provoca il totale abbandono del cucciolo. Quando lo sentirete rilassato una grattatine sotto il mento innescherà, quasi certamente, l’inizio di un concerto di fusa e uno sguardo languido incrocerà il vostro sguardo.
Adesso la strada è aperta, il rapporto di fiducia inizia ad instaurarsi, da qui all’amore eterno il passo sarà breve, basterà abbandonarsi nei meravigliosi occhi del vostro gatto.
 
 

 

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